Pillole di… vita
Vivere come persone vere, uniche e inimitabili, e non come comparse, sostituibili e intercambiabili. Qual è la via?
Quando si giunge a un certo punto della vita, ci si trova spesso a – come si suol dire – “tirare le somme”. Non certo perché si pensa di essere vicini al “trapasso”, ma solo e unicamente perché la maturità e l’esperienza condite con l’intelligenza, inducono i più a trasmettere considerazioni di vario genere che possano aiutare familiari, parenti e amici a vivere nel modo migliore il “bel mezzo del cammin di nostra vita”.
Allora, magari senza rendersene conto, ci ritroviamo a dispensare consigli, opinioni. Nel mio caso, l’invito che propongo oggi è quello di meditare con calma, leggendo adagio e con attenzione queste considerazioni. Come se fossero cose che vi giungono all’orecchio in confidenza, da amico, da fratello o – se preferite – anche da padre. Queste mie confidenze e considerazioni sono scuola di vita, della mia vita che certamente non è e non è stata troppo diversa dalla vostra, ma che è intrisa di peculiarità delle quali poter fare tesoro. Non sono molte, per la verità, non fosse altro per il fatto del mio modo di essere e di affrontare il mio percorso di vita – o meglio il mio “Cammino” – con dedizione e modestia, facendo tutto il possibile per non renderla sterile e insignificante.
Non dirò certamente nulla di nuovo ma almeno confido nel fatto di ridestare, in qualche lettore, ricordi e fatti utili a risvegliare e sollecitare quel pensiero positivo che in noi, spesso, si assopisce o si allontana.
E non possiamo arrenderci e dire: sono fatto così… sono cose del mio carattere… No! Sono cose della mancanza del nostro carattere dal quale, invece, come uomini o donne, come esseri umani non possiamo prescindere.
Volontà, Energia, Esempio non devono essere esclusi dai nostri normali comportamenti.
Ciò che dobbiamo fare, si deve fare; senza tentennamenti, senza riguardi. In alcuni casi, avere il coraggio e la forza di dire “No” a qualche amico o familiare, fa più bene e meglio di un “Sì” compassionevole ma deleterio. Farci forza davanti agli ostacoli e alle avversità deve essere una nostra priorità.
Ogni difficoltà superata – e nella vita ne dobbiamo superare molte – è una molla compressa che ci spingerà più in alto, più lontano.
Cercare di allontanare pensieri inutili e dannosi, che quanto meno ci fanno perdere tempo o lo sottraggono ad altre cose ben più importanti, deve essere quasi un automatismo, una scelta naturale del nostro modo di essere. Perché ci rendiamo conto dell’inutilità di spendere le nostre energie per cose futili o banali.
Non possiamo credere di essere “uno/a qualunque”, una pecora del gregge.
Dobbiamo essere convinti di essere particolari, speciali per quello e per come siamo, per quello che facciamo.
Per quello che possiamo significare per le persone vicine, per coloro che credono e confidano in noi. Perché non dobbiamo e non possiamo cadere in qualche malattia del carattere che ha per sintomi la leggerezza nell’operare e nel dire, la superficialità. In una parola, la frivolezza!
È la frivolezza che rende i nostri pensieri e i nostri programmi quotidiani così pieni di “vuoto” e che se non reagiamo ci rende inutili, al pari di un soprammobile che pur adempie a una sua funzione esteriore.
Già, l’esteriorità. Non deve essere la prima componente essenziale di ciò che siamo, fino a condurci all’esasperazione. Questo non significa dover umiliare la nostra figura, non avere cura della persona e del nostro modo di porci. Non possiamo disprezzare le piccole cose, né quelle che possono sembrare di poco conto, perché anche queste – in talune circostanze – sono altrettanto importanti e significative.
Non mancheranno poi pretesti per venire meno ai propri doveri.
Ogni circostanza può sembrare una buona ragione per abbandonare o trascurare di compiere il proprio dovere.
“Fare quello che va fatto” anche con ambizione e audacia se necessario e se siamo convinti di ciò che stiamo facendo. Non possiamo nasconderci dietro eufemismi. Non possiamo chiamare la vigliaccheria prudenza. Non possiamo e non dobbiamo avere paura della verità, anche se questa può pesarci molto ad ammetterla e riconoscerla.
Imparare a chiedere scusa è, oltre che l’ammissione dei propri errori, evidenziare la forza della propria intelligenza nel non volerli più ripetere e averne compreso l’utilità e l’importanza.
Solo così possiamo essere d’esempio, considerati per quel che facciamo o diciamo. La nostra vita, la vita dell’uomo sulla terra è, per certi aspetti, una milizia; lo ha detto Giobbe molti secoli fa. Ci sono persone però – e questa è scuola della mia vita – che ancora non lo hanno capito. Spero che le poche pillole di questa pagina, possano essere utili ai dubbiosi e ai diffidenti.
Del resto basta essere consapevoli che su questa terra la vita è una sola!